Bonus Amianto 2025
Detrazioni, contributi e cosa cambia per il 2026
La rimozione dell’amianto è un intervento fondamentale per la sicurezza di lavoratori e ambienti produttivi.
Con il Bonus Amianto 2025 le imprese possono accedere a contributi e agevolazioni fiscali che rendono la bonifica più sostenibile, trasformando un obbligo normativo in un’opportunità di riqualificazione e risparmio.
Contenuti in questa pagina:
- Che cos’è il Bonus Amianto 2025
- Il Bando ISI INAIL 2025
- Incentivi regionali e opportunità locali
- Detrazioni fiscali e normative di riferimento
- Cosa aspettarsi per il 2026
- Come accedere agli incentivi
Che cos’è il Bonus Amianto 2025
Il Bonus Amianto 2025 raccoglie un insieme di incentivi economici destinati alle imprese che intendono eseguire lavori di bonifica, rimozione e smaltimento dell’amianto.
L’obiettivo è favorire la sostituzione di coperture e manufatti contenenti eternit, eliminando un pericolo per la salute e permettendo di rinnovare gli immobili con soluzioni più moderne, sicure e sostenibili.
Il Bando ISI INAIL 2025
Il Bando ISI INAIL 2025 rappresenta lo strumento principale a livello nazionale. Prevede un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 130.000 euro per impresa. Possono accedere aziende di vari settori, purché in regola con gli obblighi previdenziali e assicurativi.
Il bando copre le spese relative alla rimozione dell’amianto, al trasporto e allo smaltimento presso discariche autorizzate e alla realizzazione di nuove coperture in materiali certificati.
La domanda deve essere presentata tramite lo sportello telematico INAIL, allegando il piano di lavoro, la documentazione tecnica e i preventivi approvati.
Incentivi regionali e opportunità locali
Oltre al bando nazionale, molte regioni hanno attivato contributi specifici per il 2025. Questi possono riguardare il rimborso parziale dei costi di smaltimento, trasporto o sostituzione delle vecchie coperture. Le modalità variano da territorio a territorio: alcuni bandi coprono fino al 40% dei costi, altri offrono contributi a fondo perduto per interventi più estesi.
Per le imprese è quindi fondamentale seguire i portali ufficiali regionali e monitorare le finestre temporali di apertura dei bandi, spesso molto brevi e con risorse limitate.
Detrazioni fiscali e normative di riferimento
Oltre ai contributi diretti, le imprese possono usufruire di agevolazioni fiscali. Attraverso il Bonus Ristrutturazioni è possibile ottenere una detrazione del 36% fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, applicabile anche agli immobili produttivi.
Tutte le operazioni devono rispettare le normative in vigore, a partire dalla Legge 257/1992, che vieta l’utilizzo dell’amianto in Italia e disciplina gli obblighi di rimozione e smaltimento in caso di materiali danneggiati o friabili.
Cosa aspettarsi per il 2026
Ad oggi non sono ancora stati emanati decreti definitivi per il 2026, ma secondo le anticipazioni il Bando ISI INAIL dovrebbe essere rifinanziato con criteri simili a quelli del 2025, mantenendo il contributo al 65% delle spese e il tetto massimo di 130.000 euro.
Si prevede inoltre un rafforzamento dei requisiti di sicurezza e della documentazione tecnica, con maggiore attenzione alla tracciabilità dei rifiuti e alle certificazioni delle ditte incaricate.
Questo lascia intendere che il 2026 continuerà a garantire sostegno alle imprese, pur con controlli più rigorosi.
Come accedere agli incentivi
Per poter usufruire degli incentivi, è indispensabile affidarsi a ditte iscritte agli albi professionali, come Mosaiko, e in possesso delle autorizzazioni necessarie per la bonifica e lo smaltimento.
I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico parlante e accompagnati da documentazione completa: fatture, relazioni tecniche, autorizzazioni e certificati di smaltimento.
Agire con anticipo è fondamentale: i bandi INAIL e regionali hanno scadenze precise e risorse limitate, perciò programmare gli interventi e predisporre i documenti in tempo può fare la differenza.