Bonus Ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus
Nuove regole 2026
Dal 1° gennaio 2026 entreranno in vigore nuove regole per i principali incentivi edilizi: Bonus Ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus.
La Legge di Bilancio 2025 ha infatti introdotto una riduzione delle aliquote di detrazione che inciderà sulle spese sostenute da famiglie e imprese per lavori di riqualificazione, efficienza energetica e miglioramento antisismico.
Conoscere queste novità è fondamentale per pianificare gli interventi, sfruttando al meglio le agevolazioni ancora in vigore nel 2025 e preparandosi alle nuove condizioni valide per il biennio successivo.
Contenuti in questa pagina:
- Che cosa prevede la Legge di Bilancio 2025
- Le aliquote in vigore fino al 31 dicembre 2025
- Le nuove percentuali a partire dal 2026
- Differenze tra abitazioni principali e altri immobili
- Impatti sugli interventi di riqualificazione energetica
- Effetti per il Sismabonus e la sicurezza antisismica
- Implicazioni economiche e strategiche per le imprese
- Conclusioni e consigli operativi
Che cosa prevede la Legge di Bilancio 2025
La Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025) ha ridefinito il panorama delle agevolazioni fiscali in edilizia. Il provvedimento, chiarito dalla Circolare n. 8/E dell’Agenzia delle Entrate del 19 giugno 2025, ha stabilito che, dopo anni di detrazioni più generose, a partire dal 2026 gli incentivi edilizi subiranno un ridimensionamento.
In particolare, la modifica riguarda tre strumenti centrali:
- il Bonus Ristrutturazioni, che consente di recuperare parte delle spese sostenute per lavori di manutenzione straordinaria e straordinari interventi di rinnovamento;
- l’Ecobonus, dedicato all’efficienza energetica degli edifici;
- il Sismabonus, rivolto agli interventi di messa in sicurezza e riduzione del rischio sismico.
Le aliquote in vigore fino al 31 dicembre 2025
Fino al termine del 2025, la normativa mantiene condizioni relativamente favorevoli:
- per le abitazioni principali la detrazione è del 50%;
- per gli altri immobili (come seconde case o immobili a uso diverso dall’abitazione principale) la detrazione è del 36%.
Il limite massimo di spesa resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare per il Bonus Ristrutturazioni, mentre per Ecobonus e Sismabonus le percentuali e i massimali variano a seconda del tipo di intervento (ad esempio isolamento termico, sostituzione impianti, lavori strutturali antisismici).
Questa configurazione rimane valida fino al 31 dicembre 2025, data oltre la quale scatteranno le nuove percentuali ridotte.
Le nuove percentuali a partire dal 2026
Dal 1° gennaio 2026 la detrazione subirà una riduzione:
- per le abitazioni principali, la percentuale passerà dal 50% al 36%;
- per gli altri immobili, la detrazione scenderà dal 36% al 30%.
Queste aliquote rimarranno valide almeno fino al 31 dicembre 2027, salvo nuove disposizioni. La riduzione non comporta l’eliminazione dei bonus, ma ne diminuisce il vantaggio economico.
È quindi importante valutare con attenzione il periodo di avvio dei lavori, perché una spesa sostenuta nel 2025 garantisce un beneficio fiscale superiore rispetto alla stessa spesa affrontata dal 2026.
Differenze tra abitazioni principali e altri immobili
La distinzione tra abitazione principale e altri immobili è cruciale. Le aliquote maggiorate si applicano solo se l’immobile viene effettivamente destinato a residenza principale al termine dei lavori. In caso contrario, anche se i lavori sono stati avviati come prima casa, la detrazione applicabile sarà quella più bassa, prevista per seconde case o immobili produttivi.
Questa differenza diventa ancora più significativa con la riduzione delle aliquote: dal 2026 la distanza tra il 36% e il 30% peserà maggiormente sui conti delle famiglie e delle imprese.
Impatti sugli interventi di riqualificazione energetica
Per quanto riguarda l’Ecobonus, la riduzione delle aliquote inciderà su interventi molto diffusi come la sostituzione di infissi, l’installazione di caldaie a pompa di calore, l’isolamento delle coperture o delle pareti. Inoltre, la normativa ha escluso dagli incentivi alcuni interventi, come la sostituzione di caldaie alimentate da combustibili fossili, che non potranno più beneficiare della detrazione.
Restano invece incentivati impianti ad alta efficienza, come pompe di calore, generatori a biomassa e sistemi ibridi, che continueranno a rappresentare soluzioni interessanti per chi intende migliorare l’efficienza energetica riducendo i consumi e le emissioni.
Effetti per il Sismabonus e la sicurezza antisismica
Il Sismabonus è uno degli strumenti più rilevanti per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio. Anche per questo incentivo, dal 2026 le aliquote si ridurranno, seguendo lo schema generale stabilito dalla legge: 36% per le abitazioni principali e 30% per gli altri immobili.
La misura resta comunque strategica, soprattutto nelle aree a rischio sismico, dove la possibilità di detrarre parte delle spese rappresenta un sostegno importante per interventi complessi e onerosi. Tuttavia, il ridimensionamento fiscale rende ancora più conveniente pianificare i lavori entro il 2025 per sfruttare le aliquote più alte.
Implicazioni economiche e strategiche per le imprese
Per le imprese edili, gli installatori e i fornitori di soluzioni energetiche, queste modifiche avranno un impatto diretto. La riduzione delle aliquote significa che il 2025 sarà l’ultimo anno con condizioni più favorevoli, e di conseguenza è prevedibile un aumento delle richieste di preventivi e cantieri entro fine anno.
Dal 2026, con aliquote ridotte, i benefici fiscali rimarranno comunque appetibili, ma sarà necessario lavorare ancora di più sulla qualità degli interventi e sulla capacità di dimostrare il ritorno dell’investimento ai clienti.
Le imprese dovranno anche supportare le aziende committenti e i privati nella corretta predisposizione della documentazione, evitando errori che potrebbero compromettere l’accesso alle detrazioni.
Conclusioni e consigli operativi
Le nuove aliquote per il 2026 non annullano i bonus edilizi, ma ne riducono la portata.
Il consiglio principale per famiglie e imprese è di valutare attentamente la tempistica dei lavori: chi avvia gli interventi entro il 2025 potrà godere di detrazioni più elevate, mentre chi rimanderà al 2026 dovrà fare i conti con percentuali ridotte.
Per le aziende del settore, diventa cruciale pianificare strategie commerciali che informino i clienti e li aiutino a cogliere al meglio le opportunità residue. La riduzione delle aliquote segna un cambio di passo, ma rappresenta anche l’occasione per rafforzare la professionalità del settore, puntando su qualità, efficienza e trasparenza.